Boxe contro il Parkinson: movimento, reazione e fiducia in sé

L’allenamento di boxe può aiutare le persone con Parkinson a migliorare mobilità, resistenza e fiducia in sé. Decisivi sono un training adattato, una guida competente e il piacere di muoversi. Che la boxe sia superiore ad altri sport, al momento non è dimostrabile scientificamente.
La boxe come allenamento nel Parkinson sta attirando sempre più attenzione. Non si tratta di competizione né di contatto fisico, ma di esercizi mirati al sacco o ai colpitori. Combinazioni di colpi, reazioni rapide, cambi di ritmo e passi in diverse direzioni favoriscono allo stesso tempo

coordinazione, equilibrio e resistenza.
Un altro vantaggio riguarda la componente mentale e sociale: concentrandosi su sequenze di movimento e compiti di reazione, si può mettere la malattia in secondo piano per un po’. L’allenamento in gruppo può inoltre rafforzare motivazione e fiducia in sé.

Cosa dice la scienza?
Gli studi indicano che l’allenamento di boxe nelle persone con Parkinson può migliorare alcune capacità motorie e la qualità di vita. Tuttavia, la ricerca finora comprende soprattutto piccoli studi con programmi di allenamento diversi. Un vantaggio chiaro rispetto ad altre forme di movimento non è stato finora dimostrato. È invece ben documentato il beneficio di un’attività fisica regolare nel Parkinson. Che si tratti di boxe, danza, andare in bicicletta, allenamento di forza o tennistavolo: l’importante è un training che tenga conto delle capacità individuali, venga svolto con regolarità e dia piacere nel lungo periodo.

La sicurezza prima di tutto
La boxe per il Parkinson dovrebbe svolgersi senza contatto ed essere guidata da persone che conoscono le sfide specifiche della malattia. In caso di problemi di equilibrio, freezing, vertigini o malattie cardiovascolari, gli esercizi devono essere adattati di conseguenza. Una consulenza fisioterapica o medica preventiva può aiutare a trovare un programma di allenamento adatto.

Buono a sapersi
La boxe può essere un’integrazione della terapia del movimento nel Parkinson, ma non sostituisce né la terapia farmacologica né una fisioterapia personalizzata. Decisivi sono un’esecuzione sicura, l’adattamento alla propria capacità di rendimento e la regolarità dell’allenamento.

Fonte: Parkinson Journal – Boxe contro il Parkinson: cosa può fare il sacco – e cosa no