SOZO Brain: speranza o hype?

L’articolo descrive SOZO Brain come un concetto di neuromodulazione non invasiva che combina quattro procedure: stimolazione a impulsi transcranici (TPS), stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS), stimolazione transcutanea del nervo vago (taVNS) e stimolazione elettrica cranica (CES). L’obiettivo è favorire l’attività cerebrale e la neuroplasticità nel Parkinson e in altre malattie neurodegenerative.
Gli autori sottolineano che le singole procedure sono state studiate scientificamente e sono neurofisiologicamente plausibili. Tuttavia, finora non esistono studi clinici pubblicati che dimostrino l’efficacia dell’intero programma SOZO. Le evidenze attuali riguardano soprattutto i singoli componenti: in particolare la TPS è considerata promettente, mentre per le altre procedure i dati sono limitati o non univoci.

Viene valutata criticamente la commercializzazione basata su spettacolari resoconti di singoli casi, poiché tali resoconti non costituiscono prove scientifiche di efficacia. L’articolo conclude quindi che SOZO Brain non dovrebbe essere considerato né una cura miracolosa né un metodo poco serio. Si tratta piuttosto di un approccio terapeutico interessante, ma finora non sufficientemente comprovato, che – se mai – dovrebbe essere utilizzato solo come integrazione ai trattamenti consolidati per il Parkinson.

Fonte: Parkinson Journal – SOZO Brain: speranza o hype?. Il riassunto si basa sulle informazioni del Parkinson Journal e riflette la valutazione lì presentata delle evidenze scientifiche disponibili.

L-Dopa e alimentazione: perché il momento giusto per l’assunzione è cruciale nel Parkinson

Le persone con Parkinson che assumono L-Dopa dovrebbero pianificare attentamente i pasti. Lo sottolinea il Parkinson Journal in un recente articolo. Il motivo: gli alimenti ricchi di proteine possono ridurre significativamente l’efficacia del farmaco.

L-Dopa è considerata la terapia più importante per il Parkinson. Nel cervello, il principio attivo viene convertito in dopamina, che è carente nei pazienti con Parkinson. Questo può alleviare disturbi del movimento come tremori o rigidità. Tuttavia, nell’intestino e a livello della barriera emato-encefalica, l’L-Dopa compete con gli amminoacidi degli alimenti ricchi di proteine. Di conseguenza, una minore quantità di principio attivo raggiunge il cervello.

Gli esperti raccomandano quindi di assumere L-Dopa a stomaco vuoto, circa 30 minuti prima o 60-90 minuti dopo i pasti. Particolarmente problematici possono essere latticini, carne o snack ricchi di proteine assunti direttamente con il farmaco. Anche uno yogurt può comprometterne sensibilmente l’efficacia.

Molti pazienti sperimentano le cosiddette fluttuazioni dell’efficacia. La causa sono i livelli fluttuanti di dopamina nel cervello. Per ridurre queste fluttuazioni, alcuni pazienti suddividono la dose giornaliera in diverse assunzioni più piccole. Tuttavia, il dosaggio esatto deve essere concordato individualmente con il neurologo.

Oltre alla corretta assunzione, anche la digestione gioca un ruolo importante. Lo svuotamento gastrico ritardato o la stitichezza possono rallentare l’assorbimento dell’L-Dopa. Gli specialisti consigliano quindi un’adeguata idratazione, una dieta ricca di fibre e diversi piccoli pasti distribuiti durante il giorno.

Il Parkinson Journal sottolinea inoltre che i pazienti non dovrebbero rinunciare completamente alle proteine. Le proteine rimangono un nutriente vitale. Invece, potrebbe essere utile spostare i pasti più abbondanti e ricchi di proteine verso la sera.

Un nuovo documentario di ARTE mostra le opportunità e i limiti della stimolazione cerebrale

Il documentario di 53 minuti “Cervello sotto shock – Un aiuto per depressione, epilessia e Parkinson?” approfondisce gli attuali sviluppi della stimolazione cerebrale in ambito medico. Il focus è sulle terapie neurotecnologiche, in cui impulsi elettrici vengono utilizzati nel cervello per alleviare gravi malattie neurologiche. Viene mostrato, tra le altre cose, come nel paziente affetto da Parkinson Christian Lorek siano stati inseriti degli impianti in profondità nel cervello per ridurre il tipico tremore. Vengono seguiti anche pazienti epilettici e persone con depressione resistente ai farmaci, con risultati recenti molto promettenti negli studi clinici.
I registi offrono inoltre uno sguardo sulla ricerca di base: team in Germania, Francia e Inghilterra lavorano a impianti migliori e a una comprensione più profonda dei meccanismi neuronali. Allo stesso tempo, il documentario affronta anche i rischi e le questioni aperte di questi approcci high-tech.

Le persone con Parkinson beneficiano della stimolazione cerebrale profonda adattiva

Nuova speranza per il Parkinson: stimolazione cerebrale profonda adattiva
Un gruppo di lavoro della Charité – Universitätsmedizin Berlin ha presentato al congresso della Società Tedesca di Neurologia (DGN) un approccio promettente per i pazienti affetti da Morbo di Parkinson. Si tratta della cosiddetta stimolazione cerebrale profonda adattiva (aTHS). A differenza della stimolazione continua tradizionale, questo sistema adatta la stimolazione elettrica in modo individuale e in base alle necessità — a seconda dell’attività cerebrale attuale.

In uno studio recente con otto pazienti, che sono stati convertiti dalla SCP convenzionale alla SCP adattiva, è emerso che: Il benessere soggettivo è migliorato significativamente rispetto alla stimolazione classica. Alcuni dei pazienti hanno anche riferito una migliore mobilità. Sei degli otto partecipanti hanno poi deciso di rimanere permanentemente con la stimolazione adattiva.

Pertanto, la SCP adattiva potrebbe essere in futuro un’opzione particolarmente valida — soprattutto per le persone con Parkinson, per le quali il trattamento classico con stimolazione continua non è sufficiente o si verificano effetti collaterali indesiderati. I risultati sono promettenti, tuttavia sono necessari ulteriori studi più ampi per verificarne la sicurezza e l’efficacia a lungo termine.

Pro & Contro della stimolazione cerebrale profonda adattiva (aTHS):
Pro (Vantaggi)
1. Miglior controllo dei sintomi
La stimolazione si adatta in tempo reale all’attività cerebrale attuale. Ciò le consente di agire in modo più mirato rispetto alla SCP continua.
2. Meno effetti collaterali
Poiché la stimolazione avviene solo quando necessario, la sovrastimolazione può essere ridotta – ciò diminuisce il rischio di discinesie o affaticamento.
3. Miglior benessere soggettivo
Nello studio della Charité, la maggior parte dei pazienti ha riferito un chiaro miglioramento del proprio benessere generale.
4. Maggiore efficienza energetica
Poiché gli impulsi vengono erogati solo quando necessario, la batteria viene preservata – con una potenziale maggiore durata dell’impianto.
5. Particolarmente utile per sintomi fluttuanti
L’aTHS è particolarmente adatta per persone con motricità molto variabile (ad es. fasi “On/Off” alternate).
Contro (Sfide / Limiti)
1. Ancora nessun grande studio a lungo termine
I risultati attuali si basano su piccoli gruppi. Le dichiarazioni sulla sicurezza a lungo termine e sulla durata dell’effetto sono ancora limitate.
2. Tecnicamente più complesso
Il sistema richiede sensori che leggono i segnali cerebrali e algoritmi intelligenti — non tutti gli impianti SCP esistenti possono essere facilmente convertiti.
3. Non adatto a tutti i pazienti
L’attività cerebrale individuale deve essere facilmente rilevabile; per alcuni pazienti ciò è difficile.
4. Maggiore sforzo nella configurazione
La programmazione dei parametri adattivi è più complessa rispetto alla SCP convenzionale e richiede centri specializzati.
5. Ancora nessuna disponibilità capillare
L’aTHS è attualmente offerta solo in poche cliniche specializzate.

 

Il primo webinar SMDS è dedicato all’impulsività nel Parkinson

La Swiss Movement Disorders Society (SMDS) invita i suoi membri al primo webinar della società. L’evento online si terrà martedì 2 dicembre 2025 alle 17:00 e tratterà il tema centrale dell’impulsività nei pazienti affetti da Parkinson.La presentazione sarà tenuta dalla Dott.ssa Ines Debove dell’Inselspital di Berna, un’esperta riconosciuta in questo campo. L’obiettivo del webinar è quello di trasmettere le attuali conoscenze scientifiche e promuovere lo scambio tra professionisti.
Il presidente di SMDS, Georg Kägi, è lieto dell’inizio della serie di webinar e spera in una numerosa partecipazione dei membri.

 

Nuova offerta terapeutica ambulatoriale per pazienti affetti da Parkinson nel Cantone di Berna

Berna – Una nuova offerta terapeutica ambulatoriale è disponibile da subito per i pazienti in tutto il Cantone di Berna. Il servizio “Reha@Home” si rivolge in particolare a persone con Parkinson che, a causa di limitazioni di mobilità avanzate, hanno difficoltà a usufruire di terapie ambulatoriali regolari.Poiché le limitazioni motorie si manifestano frequentemente nelle fasi avanzate della malattia di Parkinson e rendono difficile l’accesso alle prestazioni terapeutiche, questa offerta potrebbe rappresentare un valido supporto per molti interessati. Reha@Home offre forme di terapia personalizzate direttamente nell’ambiente domestico.Ulteriori informazioni e dettagli sull’offerta di servizi sono disponibili sul sito web del fornitore. Inoltre, per domande, è disponibile un modulo di contatto all’indirizzo https://rehaathome.ch/kontakt/.

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L’inquinamento atmosferico potrebbe aumentare il rischio di forme di demenza

Nuovi risultati di ricerca indicano che l’esposizione al particolato fine potrebbe favorire l’insorgenza e la gravità delle malattie neurodegenerative.
Diversi studi recenti dimostrano che un elevato inquinamento atmosferico – in particolare dovuto a particelle sottili – è associato a un aumentato rischio di forme di demenza come l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy. I ricercatori ipotizzano che le particelle ultrafini possano entrare nel corpo attraverso le vie respiratorie e penetrare nel cervello direttamente tramite i nervi olfattivi o attraverso il flusso sanguigno. Lì potrebbero scatenare processi infiammatori e promuovere l’accumulo di proteine tipiche della malattia.
Secondo le ricerche, le persone che vivono in regioni con elevata esposizione al particolato fine mostrano più frequentemente maggiori deficit cognitivi e presentano, nelle analisi post-mortem, più alterazioni tipiche dell’Alzheimer – come placche amiloidi e neurofibrille. Anche nella demenza a corpi di Lewy, le particelle sottili potrebbero giocare un ruolo, poiché innescano processi che portano alla formazione di depositi proteici dannosi nel cervello.
Il legame non è ancora definitivamente provato, ma le evidenze si stanno rafforzando. Gli esperti sottolineano quindi che i fattori ambientali come la qualità dell’aria dovrebbero essere maggiormente inclusi nelle strategie di prevenzione e nella pianificazione sanitaria in futuro.
Fonte:
Deutsches Ärzteblatt, <Come il particolato fine potrebbe favorire lo sviluppo della demenza a corpi di Lewy>
Deutsches Ärzteblatt, <Inquinamento atmosferico associato a demenza più grave e patologia di Alzheimer>

Nuove raccomandazioni per la cura delle donne con Parkinson prima, durante e dopo la gravidanza

Un gruppo internazionale di esperti della Movement Disorder Society (MDS) ha pubblicato per la prima volta raccomandazioni pratiche sulla gestione della malattia di Parkinson in relazione alla gravidanza. Finora mancavano linee guida basate sull’evidenza per la cura delle donne colpite prima del concepimento, durante la gravidanza, durante il parto e nel periodo post-parto.
Il rapporto evidenzia che la levodopa è considerata il farmaco più sicuro durante l’intero periodo perinatale. Se possibile, la monoterapia dovrebbe essere preferita alla terapia combinata. Si sottolinea inoltre che i sintomi non motori, come disturbi del sonno, ansia o depressione, sono particolarmente comuni in questo gruppo di pazienti e richiedono un trattamento individuale.
Gli esperti giungono alla conclusione che le donne con Parkinson possono affrontare in sicurezza la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno con un’attenta pianificazione e un’assistenza interdisciplinare. Allo stesso tempo, tuttavia, sussistono notevoli lacune nelle conoscenze, in particolare per quanto riguarda i nuovi farmaci per il Parkinson, i possibili effetti sullo sviluppo infantile e gli effetti a lungo termine della gravidanza sul decorso della malattia.
Per colmare queste lacune, è stato creato il registro internazionale PregSpark. In futuro, dovrebbe raccogliere dati provenienti dalla pratica e quindi creare le basi per linee guida affidabili. La società specialistica invita tutti i medici e gli operatori sanitari a informare attivamente le pazienti interessate sulla partecipazione a questo registro. Solo attraverso una collaborazione internazionale è possibile garantire a lungo termine un’assistenza basata sull’evidenza per le donne con Parkinson e il desiderio di avere figli.

Maggiori informazioni: Movement Disord Clin Pract – 2025 – Lehn – The Management of Parkinson s Disease Before during and after Pregnancy an MDS

La Fondazione Michael J. Fox promuove la ricerca sul Parkinson presso l’USZ

L’Università di Zurigo riceve, come una delle otto istituzioni a livello mondiale, fondi dalla Michael J. Fox Foundation per il perfezionamento di uno specialista in Parkinson presso la Clinica di Neurologia dell’Ospedale Universitario di Zurigo. Con il nuovo finanziamento, non solo si intendono promuovere importanti progetti di ricerca presso l’USZ, ma anche rafforzare in modo mirato la formazione di giovani neurologi e neurologhe. In questo modo, i futuri medici specialisti possono acquisire una preziosa esperienza sia nella ricerca clinica che nella diagnostica. L’obiettivo della collaborazione è sviluppare approcci innovativi nella diagnosi e nel trattamento del Parkinson e ampliare a lungo termine la competenza scientifica presso l’USZ. Questa partnership rappresenta un passo importante per poter offrire in futuro ai pazienti e alle pazienti opzioni terapeutiche ancora migliori e per intensificare ulteriormente la rete internazionale nella ricerca sul Parkinson. Maggiori informazioni.

Diagnosi differenziale del Parkinson

Un articolo di Jürgen Zender.

Secondo un riassunto del video esplicativo di Jürgen Zender sul blog del Parkinson-Journal, i punti più importanti per la diagnosi differenziale del Parkinson possono essere presentati come segue:

Distinzione da malattie simili: L’articolo spiega come la malattia di Parkinson idiopatica si distingue da altri disturbi con sintomi simili. Questi includono sindromi parkinsoniane atipiche (come l’atrofia multisistemica) e sindromi parkinsoniane sintomatiche (ad esempio, indotte da farmaci o di origine vascolare). Viene menzionato anche il tremore essenziale, spesso confuso con il Parkinson, come criterio di distinzione.

Procedure diagnostiche: Per confermare la diagnosi, vengono presentati diversi esami di supporto:
-RMN/TC: Per la valutazione della struttura cerebrale.
-SPECT (DaTSCAN): Per la visualizzazione della densità dei trasportatori di dopamina nel cervello.
-Ecografia transcranica: Un’aumentata riflessione nella substantia nigra può essere un indicatore di Parkinson.
-Esami di laboratorio ed EEG: Servono per l’accertamento di altre patologie concomitanti.